
Inarrestabile ma soprattutto “inarrestata”, la dirigenza Pfizer dello stabilimento di Ascoli Piceno ha provveduto lo scorso 31 luglio a spedire le lettere di licenziamento per i primi 13 lavoratori del sito ascolano.
La prima porzione di un triste menu che prevede l’allontanamento dal lavoro per un totale di 44 tra operai, impiegati e quadri, nel sinistro quadro occupazionale che investe tutto il territorio della vallata del Tronto.
Dopo gli inviti a ragionare da parte delle organizzazioni sindacali, dei rappresentanti del comune e della Provincia di Ascoli Piceno e della Regione Marche, per ripensare ad un’azione meno traumatica per il tessuto sociale del territorio, i vertici aziendali, dimostrando tutta la loro tracotanza, hanno deciso di procedere unilateralmente per la via più dura.
E l’hanno fatto alla vigilia delle ferie d’agosto, dove per ironia della sorte (diciamo così) sono stati costretti a ricorrere a contratti di somministrazione lavoro per mantenere operative le linee produttive su due turni durante il periodo feriale ….. quando affermavano solo il mese di giugno che dovevano far fronte ad un ingente calo di richiesta produttiva.
D'altronde è anche vero che nel budget di quest’anno i volumi produttivi sono rimasti pressoché invariati rispetto a quelli dello scorso anno, quindi sorge almeno il dubbio che tutta questa manovra non sia altro che l’ennesima prova di astuzia da parte delle multinazionali per spillare soldi dalle tasche di Pantalone…. Peccato che quei soldi siano delle stesse persone che stanno buttando in mezzo ad una strada…. ma che bravi.
E' anche vero, come suggeriva qualcuno più perfido di me … stai a vedere che adesso che le pensioni dei dirigenti le paghiamo con i contributi dei precari questi illustrissimi signori ci trasformeranno in un esercito di lavoratori a tempo determinato……. Triste Italia… ma il dubbio viene…

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